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L'OLIVO A BRISIGHELLA

'A BRISIGHELLA LI ULIVI DANNO FRUTTI SEMPRE COSI' PERFETTI CHE NE STILLA DA ESSI UN OLIO FINISSIMO....'.
L L'ULIVO A BRISIGHELLA

Molto prima, nel 1594, Andrea Giovanni Callegari, Vescovo di Bertinoro, riferendosi alla Valle del Lamone, in una lettera inviata a Hieronimo Mercuriali, medico del Granduca di Toscana, affermava che : “L'aria, l'acqua, li vini e l'olio e i frutti sono così buoni e saporiti che non hanno invidia a qualsiasi altra regione”.

Se si retrocede ancora alla ricerca di riferimenti, a testimonianza di quanto sia radicata la coltivazione dell'ulivo nella valle del Lamone, arriviamo addirittura al II secolo d.C. Risale, infatti, a questo periodo il rudimentale frantoio familiare per olive rinvenuto negli scavi di Pieve del Thò.

Dalla storia antica a quella recente. La millenaria coltivazione dell'olivo a Brisighella, sui bei poggi esposti e protetti dai venti freddi fanno di questa zona, posta ai limiti dell'aerare della coltivazione dell'olivo sul versante Adriatico, un unicum estremamente interessante. La varietà predominante coltivata è la “Nostrana di Brisighella”.

Gli oliveti, in predominanza a coltura promiscua, coprono una superficie di circa 300 ettari con 70.000 piante d'olivo.

Le olive si raccolgono al giusto punto di maturazione, la raccolta avviene a mano per brucatura e la consegna al frantoio in piccole cassette avviene giornalmente.

L'estrazione si effettua con il metodo Sinolea (per percolamento), a temperatura controllata.

Dal 1996 l'Unione Europea ha concesso il riconoscimento della DOP (Denominazione di Origine Protetta) all'olio extra vergine di oliva di Brisighella con la denominazione “BRISIGHELLA DOP”.

LA VITE A BRISIGHELLA

A Brisighella da sempre si coltiva la vite. Sulle colline soleggiate si impiantavano le viti di Albana e Sangiovese, allevate ad alberello, frammiste alle piante di olivo. Nel fondo valle si impiantavano le viti a filare che, maritandosi all'acero, formavano tipici pergolati di profumatissime uve.

In questa terra, saggiamente, il giusto equilibrio tra il vecchio ed il nuovo è rimasto, a vantaggio della qualità del vino.

Tra i vitigni rossi si coltivano: il Sangiovese, il Merlot, il Cabernet-Sauvignon ed il Ciliegiolo.

I vitigni bianchi sono : Albana di Romagna, Trebbiano, Pignoletto, Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon.

La viticoltura Brisighellese si estende su una superficie di circa 1000 ettari, prevalentemente in collina per i vitigni rossi e nel fondo valle per i vitigni bianchi, ad esclusione di quelli che producono vini più aromatici come lo Chardonnay ed il Sauvignon coltivati nell'alta collina.

La Cooperativa raggruppa la quasi totalità dei viticoltori (in numero attualmente di 575) con una produzione media complessiva di circa 100.000 quintali di uva.

Nell'ultimo decennio si è passati da una produzione poco selezionata ad una produzione di maggior pregio, per ricavarne vini che sono venduti sfusi e confezionati nel punto vendita presso lo stabilimento.